sabato 12 dicembre 2009

QUANDO I FUMETTI NON ERANO PICCOLI


Rizzoli ha appena pubblicato un librone che raccoglie un’antologia del Corriere dei Ragazzi, curata da Gianni Bono e Alfredo Castelli. Imprescindibile per i veri appassionati di fumetti, e per chi voglia conoscere la Storia (con la S maiuscola) del fumetto italiano. Fatevelo regalare o fatevi un regalo voi stessi. Non costa pochissimo (quasi 35 euro), ma sono soldi ben spesi. Non parlerò del mitico CdR (ne ho già parlato nel mio sito, anni fa), ma vorrei esprimere tutta la mia ammirazione per Mino Milani, un nome oggi poco noto ai lettori di fumetti.

Perché rileggendo quelle storie che avevo letto da bambino (avevo una decina d’anni o giù di lì) ho scoperto che me le ricordavo tutte. E non perché ho una buona memoria (non ce l’ho, in effetti). Il fatto è che quelle storie non erano le solite storie per bambini. Milani scriveva per i più piccoli senza considerarli tali, ma adulti in divenire. A quei tempi non era il solo, certo (l’approccio alla narrativa per l’infanzia non era quello odierno, ammorbato dal politicamente corretto), ma Milani è stato lo scrittore più incisivo, almeno nel racconto d’avventura. E certamente è stato il più prolifico: una inarrestabile macchina da guerra del racconto, tanto da utilizzare altre due firme (Eugenio Ventura e Piero Selva) per non monopolizzare il giornale con il suo nome.

Negli articoli che corredano l’antologia rizzoliana, l’allora direttore Giancarlo Francesconi ricorda Milani (che, è bene ricordarlo, è ancora fra noi e porta benissimo i suoi ottantun anni) come un tipo di poche parole, che non amava le chiacchiere e aveva per la scrittura una dedizione totale.

Colpisce ancora oggi, in quei racconti, la prosa asciutta, completamente priva di leziosaggini. Il fluire di una narrazione semplice, “classica”, che pure non indulgeva mai nello sterotipo. E, soprattutto, la capacità di raccontare senza smarrire un punto di vista che era insieme la visione dell’autore e la convinzione etica dell’uomo.

Sarà anche un luogo comune dire che ai vecchi tempi era tutta un’altra cosa. Ma non è un luogo comune dire che di certi fumetti e di certi scrittori, oggi, si è perso lo stampo.

7 commenti:

nerosubianco ha detto...

ecco mi chiedevo proprio cosa comprare al ritorno in patria, grazie delle dritta : )

Filippo ha detto...

"Fatevelo regalare o fatevi un regalo voi stessi".

Assolutamente SI. Grazie mille della news :-)

Attilio ha detto...

Io l'ho già comprato poche settimane fa e l'ho praticamente "divorato"!!!!
Per gli amanti del fumetto è un must da comprare subito!
Concordo con te, caro Michele, in merito al talento di Mino Milani in veste di sceneggiatore di fumetti.
Sono rimasto così affascinato dai suoi racconti a fumetti che non ho esitato a spendere una somma non proprio contenuta per reperire alcuni pezzi da collezione dello sceneggiatore e scrittore pavese editi sul finire degli anni '70 dalla Fabbri Editori per la collana "Avventura & Storia" curata da Florenzo Ivaldi:
"Cronache d'Armi" e "Samurai e altre storie" su disegni di Sergio Toppi, "Uomini in guerra" e "Uomini Coraggiosi" disegnati da Dino Battaglia.Oltre a queste raccolte di racconti ho trovato anche il romanzo a fumetti "I cinque della Selena" disegnato sempre da Dino Battaglia.Mi dispiace solo non riuscire a reperire una raccolta della splendida serie a fumetti di Mino Milani illustrata dal bravissimo Aldo di Gennaro: "Il Maestro".

Michele Medda ha detto...

Credo che poche pubblicazioni a fumetti siano rimpiante e ancora vive nel ricordo come Il Corriere dei Ragazzi. Una cosa straordinaria per una testata che, a pensarci bene, ha avuto una vita brevissima. Il periodo d'oro, prima del "rimpicciolimento" e della perdita del colore, è stato di appena tre anni, se non sbaglio.

Attilio ha detto...

Il c.d. periodo d'oro (il cui merito va ascritto senza ombra di dubbio all'illuminato Direttore Giancarlo Francesconi) è durato dal 1972 al 1976 prima del suo lento ma inesorabile declino dovuto ad una a dir poco scellerata gestione della Rizzoli.
Spero che la stessa Rizzoli, o altre case editrici del settore, si decidano a ristampare le serie e i tantissimi racconti apparsi su questa mitica ed indimenticata testata.
Mi rammarica solo che quando ci si riferisce alle riviste-contenitore del periodo aureo del fumetto italiano, spesso e volentieri, ci si dimentichi di citare insieme ai vari Linus, Il Mago, etc. anche il CdR.

MaxBrody ha detto...

Ho avuto modo di ammirare Milani con "Ayesha" (uscito con 'I Maestri del fumetto' di Panorama qualche settimana fa) e - anche se ho 22 anni e non ho seguito il "Corriere dei ragazzi" - sono stato assolutamente affascinato da quel racconto. Davvero un narratore come pochi.

p.s.: per chi fosse interessato, il 6 Gennaio uscirà, per i 'Cent'anni del fumetto italiano' (Gazzetta dello sport e Corriere), il volume su "Martin Mystère" che, in appendice, conterrà qualcosa de "Il Maestro" più un paio di altri racconti di Milani e Toppi.

Michele Medda ha detto...

Io sono interessato :-)