RINNEGATO, NON TI CONOSCIAMO PIU'!

>> sabato 7 novembre 2009



Dopo l'assegnazione dei premi Gran Guinigi a Lucca Comics & Games, i giornali sardi l’Unione Sarda e La Nuova Sardegna rilevano con legittimo orgoglio che un sardo si fa onore sulla ribalta nazionale.


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OPERE DI UN CERTO PESO

>> giovedì 5 novembre 2009

Rilancio un interrogativo interessante dal blog di Claudio Nader.

Aggiungo qualche considerazione: “nella lunga prefazione di Zanardi (edito da Baldini & Castoldi, ndr) due pagine piene - ben 44 righe – vanno via solo per spiegare con quali criteri sono state editate le storie presenti nel volume. All'interno, 24 pagine presentano schizzi inediti, brani di interviste, commenti, note. E poi ci sono le storie, ovviamente. In bianco e nero e a colori. Formato del volume: 23 x 33 cm. Per darvi un'idea, circa un centimetro più largo e tre centimetri più alto dei volumi di Asterix, che proprio piccoli non sono. E la carta è ottima, sia chiaro. Qui si fa dell’arte, mica cavoli. Ma attenzione: le pagine sono 176. Il che significa che il volume pesa un chilo tondo tondo. (Un solido cartonato di Asterix non arriva a mezzo chilo, per intenderci). Se, come me, siete di quelli che leggono la notte prima di addormentarsi non avete speranze di maneggiare questo malloppo standovene comodamente sdraiati. (Non parliamo poi dei poveri mentecatti che leggono in metropolitana... non sanno che l'arte esige sacrifici?)”

Scrivevo queste righe sei anni fa, per un editoriale nel mio sito. Qualche giorno fa, a Lucca, ho comprato l’edizione italiana di due storie famose che avevo solo in edizione originale, The Killing Joke di Moore & Bolland, e Batman: Year One di Miller & Mazzucchelli. Entrambe le storie erano state pubblicate in formato comic book. Le attuali edizioni hanno una misura più grande dei classici cartonati francesi. Perché?

Probabilmente, per diverse ragioni. La prima la trovo fastidiosa, la seconda un po’ inquietante. La prima ragione è l’aggressiva politica editoriale della Planeta De Agostini, che si propone di seppellire materialmente la concorrenza della Panini–Marvel occupando tutto lo spazio disponibile sugli scaffali. Insomma, una gara a chi ce l’ha più grosso (il volume). E dato che una major dell’editoria può sobbarcarsi grosse spese di stampa mantenendo i volumi a prezzi popolari, in questa gara le piccole case editrici fatalmente soccombono e spariscono dagli scaffali.

La seconda ragione, quella dietro la elefantiaca edizione di Zanardi (che però è niente rispetto a quella, monumentale, della Ballata del mare salato o all’edizione de–luxe di Watchmen) è che si tende a concepire il libro come oggetto di lusso. Ma perché un libro dev’essere un oggetto di lusso, tenuto conto che questi volumi non sono proprio best–seller, e i prezzi sono alti?

Mi si obietterà che non c’è niente di male a offrire di più a chi è disposto a spendere di più. E dopotutto le storie di Zanardi e quelle di Corto Maltese sono perennemente in ristampa anche a prezzi abbordabili. E in effetti no, non c’è niente di male a offrire a un prezzo maggiore una carta migliore e una grafica più elegante.

Tuttavia credo che ci sia un limite anche all’edizione di lusso. Passato quel limite – quello della semplice “usabilità” del volume, che in quelle dimensioni richiede un leggìo – si esce dal campo dell’editoria e si entra in quello del feticismo: il libro come oggetto da adorare e/o esibire.

In un momento in cui c’è più che mai necessità di diffondere cultura, sembra che si sia tornati indietro agli anni sessanta, quando i nouveaux riches del boom economico sceglievano i libri dal colore della copertina, per intonarli alle pareti del salotto.

Mi sembra una regressione inquietante.

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I FUMI DELLE LUCCHE

>> lunedì 2 novembre 2009

Pare che sia stata una bella Lucca. Roberto Recchioni, per esempio, ne è rimasto entusiasta.

Per il mondo del fumetto Lucca è una specie di sbornia collettiva. Una sorta di carnevale in cui dentro i tendoni (e nei bar adiacenti) si celebrano i riti del Fumetto. Gli incontri col pubblico, la presentazione dei portfolio, le interviste, gli annunci di nuovi progetti.

Ma, come per l'alcol, i fumi delle Lucche passano e i problemi del fumetto restano. Se a Lucca c’è stato qualche evento significativo che ha smosso le acque stagnanti del fumetto italiano, io non me ne sono accorto.

Un tempo la fiera di Lucca si chiamava Il Salone Internazionale dei Comics. Adesso è Lucca Comics and Games. Un tempo la premiazione degli autori avveniva al sabato sera, ed era considerata il clou della manifestazione. Ora viene sbrigata il giovedì, il primo giorno della manifestazione, per lasciare spazio alle cose che contano. Quali siano, non lo so. Forse il torneo di cosplay.

In una strada del centro ho incrociato un gruppetto di cosplayers, e ho sentito uno di loro bisbigliare alle mie spalle: – Guarda quello, è vestito da autore di fumetti. –

E un altro ha detto: - E' vero. Ma sai che ne ho già visti tre o quattro?

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LUCCA COMICS & GAMES 2009

>> domenica 1 novembre 2009


POST EDITATO

"Per avere introdotto, con l'ideazione della miniserie Caravan, numerose e rilevanti novità sia di carattere formale che di carattere narrativo all'interno della produzione della Sergio Bonelli Editore, valorizzando al massimo l'umanità dei personaggi, scrivendo dialoghi realistici che rifuggono da clichés e stereotipi e, infine, rinunciando a concentrare l'attenzione su un solo protagonista per dare vita a una vicenda realmente e credibilmente corale, il Premio Gran Guinigi per il miglior sceneggiatore viene assegnato a Michele Medda."

Curiosamente, le motivazioni dei premi di Lucca Comics and Games 2009 agli autori (compresi Pasquale Frisenda come miglior disegnatore e Joann Sfar come miglior autore unico) non sono state pubblicate sul sito della manifestazione (almeno fino a questo momento). Ringrazio Diego Cajelli per avermi passato quella relativa al mio premio, e quella del premio a Pasquale Frisenda quale miglior disegnatore; la motivazione è "per avere offerto, disegnando le 224 tavole di Patagonia una prova di rara maturità grafica, dimostrandosi abile tanto nel realizzare sequenze d’azione ed epiche scene di massa quanto nell’esaltare l’espressività dei personaggi, e per avere in questo modo consolidato il suo status di maestro del bianco e nero ormai in possesso di una riconoscibile cifra stilistica pur seguitando a muoversi nell’aureo solco che va da Milton Caniff e Alex Toth fino a Ivo Milazzo".

La foto qua sopra è di Fabrizio Salvetti, e fa parte dell'album dell'organizzazione, visibile su flickr a questa pagina.

Non chiedetemi perché, pur essendo il premio assegnato per il lavoro su Caravan, durante la consegna del premio è stata proiettata l'immagine di una copertina di Nathan Never.

Ho ringraziato dal palco, e lo rifaccio qui, tre persone senza le quali Caravan non sarebbe mai uscito: Sergio Bonelli, il mio supervisore Mauro Marcheselli, e la mia prima stella a destra: Lucia.

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ALLONS, X-ENFANTS!

>> mercoledì 21 ottobre 2009


Una notizia da Francesco Artibani:

"Ciao, Michele, un breve aggiornamento solo per informarti che il primo volume di X-Campus ha vinto la 18a edizione del Festival di Rennes "Bulles en fureur".

Sabato scorso, 17/10, Roberto Di Salvo ha ritirato il premio in Bretagna; il volume è stato premiato per la categoria preadolescenti (mentre il premio per la seconda categoria, quella degli adolescenti, è andato a "Nanami" di Corbeyran, Nauriel e Sarn)."

La notizia si può leggere (se capite il francese) qui e in quest'altra pagina.

Si tratta di un premio dato non all'interno delle solite manifestazioni fumettistiche, ma nell'ambito di un progetto di educazione alla lettura per ragazzi provenienti da famiglie disagiate. E a votare sono giurie composte di giovanissimi lettori.

Non sono coinvolto direttamente (in Francia è uscito solo il primo volume di X-Campus, scritto da Francesco), ma la notizia mi fa immensamente piacere.

Ne approfitto per ricordarvi che la serie, raccolta in un solo volume, uscirà in Italia nel mese di dicembre, nella collana di volumi allegati alla Gazzetta dello Sport.

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