giovedì 1 aprile 2010

QUANDO I LETTORI FANNO "OOH!"

Agli albori di internet seguii per qualche tempo un newsgroup sulla letteratura poliziesca. Finché un giorno non ebbi un’idea infelice: entusiasta di un romanzo che avevo appena letto, scrissi un intervento in cui riassumevo in due righe la trama e lo consigliavo a tutti.

Fui subito ammonito, e in maniera piuttosto brusca, di evitare gli spoiler in futuro. Quali spoiler? –dissi – Non ho rivelato nulla che possa guastare la lettura, ho riportato più o meno le tre righe che sono nel risvolto di copertina.

Mi fu risposto, in tono brusco, che c’è anche qualcuno che preferisce non leggere nemmeno quelle tre righe perché “ama essere sorpreso”. Certo. E allora perché questo qualcuno, quando va al cinema, non si infila nella prima sala che gli capita? Così eviterebbe di spoilerarsi il titolo del film che va a vedere, no?

Chiusi immediatamente col quel newsgroup (e poco dopo, diventato saggio, con qualsiasi newsgroup).

Capisco che non si rivela il finale di un thriller. Ma quando è troppo è troppo. Mi è capitato di andare sul sito di qualche serie tivù americana per capire se avevo perso qualche episodio. Fatica sprecata. Mi sono arreso. Gli americani sono così terrorizzati dagli spoiler che il riassunto di ogni episodio diventa una cosa di questo tipo: “Mentre Jill parla con Ross, Brian incontra una persona. Poco dopo, Henry ha una sorpresa. Nel frattempo, all’ospedale, le cose non sono quello che sembrano, e Susan riceve una telefonata…” È una specie di slalom per evitare qualcosa che potrebbe, forse, in linea teorica, in percentuale uno su un milione, spifferare un dettaglio irrilevante a uno spettatore che invece lo reputa fondamentale, perché “ama essere sorpreso”. Il risultato porta a riassunti deliranti come quello qua sopra.

C’è una pericolosa (e sciocca) filosofia di fondo in tutto questo: la subordinazione di qualsiasi valore narrativo alla “sorpresa”. Come se un film, un libro, un fumetto fossero validi solo se gli spettatori o i lettori fanno “ooh”.

Ma farci fare “ooh” non è l’obiettivo della narrativa. Quello è l’obiettivo dei giochi di prestigio.

Ecco perché posso tranquillamente preannunciarvi che Caravan si concluderà con la fine del mondo, provocata dall’impatto di un asteroide contro la Terra. D’altronde, io lo avevo detto che non era possibile un seguito.

Adesso fate pure “ooh”, e leggetevi rilassati gli ultimi due albi.

39 commenti:

flymat ha detto...

ora bisogna solo capire se lo "spoiler" è uno pesce o se è vero ed è stato comunicato oggi per mettere solo il tarlo che sia uno scherzo :)
comunque come dice qualcuno l'importante è il percorso...
Un saluto
Matteo

Peppe ha detto...

ahahhahahahahah....
per un attimo ho sgranato gli occhi, volevo lanciare tutte le bestemmie conosciute.... poi
Buon pesce d'aprile!!

:D:D

ps. lo spero almeno... tra l'altro come finale non sarebbe stato male :P

Mattia Bulgarelli (K. Duval) ha detto...

Bel pesce. ^__-

andrea ha detto...

condivido ogni parola.
se contasse solo la sorpresa non dovrei andare a vedere un film su frankenstein o non leggerei un romanzo storico o non ri-leggerei qualcosa che ho già letto.

gianluca ha detto...

se dovessi attivare la mia modalità nerd, ti chiederei come fa un asteroide a generare quelle nuvole... ma non lo faccio!

Buona Pasqua, piuttosto!

Anonimo ha detto...

Bel giorno x una rivelazione del genere.. :D così si resterà con il dubbio fino alla fine..
cmq sarebbe un gran bel finale!! ma nn mi quadra tanto bene con le strane nuvole in cielo..
cmq gran trovata..
colgo l'occasione anke x farti i miei complimenti x la serie.. e anke x i DyD..

Luciano Musumeci

Vernè ha detto...

Io "oooh" lo faccio in ogni caso...
Quando finirà Caravan l'"ooooh", ancor più prolungato, sarà non per la sorpresa, ma per l'ammirazione per un'opera che sono convinto acquisirà col tempo ancora più prestigio.
Grazie Michele! Anche per il tuo seguirci, anzi anticiparci, passo passo con il blog che spero non rimanga una cosa isolata.
Buona Pasqua.

werner ha detto...

Ma nessuno che faccia "Oooooh!"??
Io lo faccio: Ooooohhh!!
;)

Michele Medda ha detto...

Ma nessuno, a parte Andrea, ha da dire qualcosa sul resto del post?

Nello ha detto...

OOH! ...

gianluca ha detto...

beh io partecipo a un sacco di forum e gli spoiler li leggo tutti... in quanto non mi interessa il cosa, quanto il come. Però comprendo chi si offende al leggerli. Anche perchè dipende dall'opera: su Lost il colpo di scena e la sorpresa sono l'essenza stessa del serial.

dario dp ha detto...

Il problema è che messa così si estremizza cmq il concetto per contrapposizione, assumendo una posizione cmq errata.

Io sono un rilettore e un riguardatore di storie, ed è evidente che se godo a rileggere e a rivedere non è la sorpresa che cerco, ma ci sono storie in cui non è importante la rivelazione finale (cosa/chi è rosebud in citizen kane? chissene) e altre in cui tutto è costruito sull'effetto sorpresa. Mi è capitato di vedere una fiction tratta da l'assassinio di Roger Ackroyd e chi ha adattato il romanzo ha deciso di cambiare l'io narrante. La storia ha perso del tutto di bellezza e fascino proprio perché la sorpresa in questo modo viene smorzata (e non dico oltre per non rovinare il libro a chi non l'avesse letto).
Insomma io nel dubbio preferisco evitare gli spoiler

andrea ha detto...

sinceramente gli spoiler non mi sono simpatici. se posso li evito.
ma non credo che uno spoiler possa "rovinare" una narrazione, sia essa un libro, un fumetto, un film, un videogioco.
chi "odia" gli spoiler e dà loro tutta questa importanza, ai miei occhi più che un amante delle narrazioni(che fruisce, gode della narrazione nel suo insieme, nella sua totalità senza lasciarsi travolgere dai dettagli) sembra rientrare perfettamente nella categoria del "consumatore" di storie: lo spoiler viene visto come un "delitto contro la proprietà", come un difetto di fabbricazione che priva il bene narrato del suo valore, come un rigo sulla fiancata della sua macchina nuova.
ma chi considera la narrazione come un bene di consumo e ci si rapporta in quest'ottica, secondo me, è un pazzo.
mi sono fatto un "film" sulla questione, lo so. adoro le astrazioni.

Antonio P ha detto...

Ricordo quando uscendo dal cinema dopo aver vistoTitanic, un ragazzo per scherzare disse alla gente che stava entrando allo spettacolo successivo che tanto alla fine la nave affondava, e qualcuno si arrabbiò parecchio...

Michele Medda ha detto...

Non conoscere la storia del Titanic? Ma si può essere così sprovveduti, mi chiedo? E mi rispondo: sì. Ho comprato in dvd "Le ragioni dell'aragosta" di Sabina Guzzanti senza sapere niente sul film. Quindi ho preso per vero *tutto*, e alla fine ho fatto "ooh!". Beh, in effetti me lo sono gustato di più...

Anonimo ha detto...

Michele, io sono una vittima dell'ossessione (altrui) per gli spoler. A me piace commentare un libro o un film e naturalmente è inevitabile fare riferimenti al tema (se non altro) e alla trama. Vengo sempre rimproverato. Una volta (per la serie la realtà supera la fantasia) fui rimproverato e criticato aspramente da una lettrice e soprattutto dal suo ragazzo (che disse che al mio posto si sarebbe sentito mortificato) perchè commentando il romanzo che lei stava leggengo, "I dolori del giovane Werther", feci riferimento al suicidio del protagonista. Siamo arrivati al punto che se vado a vedere un film sulla seconda guerra mondiale non posso dire "Alla fine Hitler si suicida".
Ma poi, come giustamente è già stato detto da te e da qualcun altro, il valore di un'opera (letteraria o cinematografica) non sta mica soltanto nella storia in sè ma nel modo in cui è affrontata e sviluppata.
Non poche volte quando vado a vedere un film o quando leggo un libro conosco già parte della trama o la conclusione ma a me interessa come il regista o l'autore l'ha rappresentata.
La regola ferrea di evitare gli spoiler ha la sua validità solo nel campo del thriller e del giallo, per quel che mi riguarda.
Angelo

Michele Medda ha detto...

Forza, sotto con gli spoiler! Vendichiamoci! I promessi sposi: Renzo e Lucia si sposano.
Romeo e Giulietta invece muoiono.
L'Odissea: Ulisse torna a casa.
Il mago di Oz: anche Dorothy torna a casa, ma senza uccidere i Proci.
Cappuccetto Rosso: il lupo muore.
Guerre Stellari: Luke e Leila sono fratelli, figli di Darth Fener!

continuate voi...

Mario CBM Caruso ha detto...

Nel fumetto, dal criptico titolo, "La morte di Superman", Superman muore. Poi torna, comunque...
Mi dispiace per chi voleva leggerlo...

Filippo ha detto...

Ci sono storie che sono costruite sull'effetto sorpresa. Che poi funzioni è da vedere, ma per questo tipo di narrazioni credo sia utile evitare spoiler, no?

Fabrizio Lo Bianco ha detto...

Non vorrei rovinare una primissima visione di stasera su Rete4, ma ne "Il Re dei Re" il protagonista principale muore. Consiglio però la visione dell'intero film perché c'è un controfinale miracoloso.

Nemo ha detto...

Premetto che a me gli spoiler non danno fastidio... anch'io nei forum li apro tutti. Il viaggio e' indubbiamente piu' importante della meta...
Pero' bisogna ammettere che ci sono alcune opere impostate sul fattore sorpresa, mi vengono in mente ad esempio (senza giudicarne la qualita') Il Sesto Senso, The Others, I Soliti Sospetti, Saw L'Enigmista.
Questi film perdono qualcosa ad una seconda visione, non c'e' dubbio.
Personalmente non lo ritengo un problema, ma ci puo' essere chi invece lo ritiene tale. E chi sono io per giudicarli?? Chi decide cosa e' meglio o cosa e' peggio???
Quindi, visto che per me il rispetto verso gli altri e' sacro, non vedo il problema - in un forum ad esempio - a cliccare sul tasto spoiler, oppure ad inserire una nota a monte di un commento.... chi vuole lo legge, chi non vuole lo salta a pie' pari.
Io, ripeto, me li leggo tutti e non mi frega niente! :)

Michele Medda ha detto...

Il problema, Nemo, è che ci deve essere un po' di buon senso per tutto. E mi pare che nell'applicazione isterica dello spoiler non ci sia affatto del buon senso.

Ci sono poi altri spunti di riflessione che mi sembrano più interessanti di queste considerazioni condivisibili. (E' ovvio che non si rivela il colpevole di un giallo, chi oserebbe sostenere il contrario?)

Primo spunto di riflessione: quando ci troviamo di fronte film come Il Sesto Senso, The Others, o certi romanzi di Agatha Christie, basati esclusivamente sulla rivelazione finale, mi chiedo: in questi casi è possibile una seconda visione o una rilettura? Oppure, essendo queste opere basate solo sulla "sorpresa", una seconda visione non aggiunge niente?

Seconda riflessione: per come la vedo io, la struttura basata solo sulla rivelazione funziona solo nella forma breve. Per intenderci, gli episodi di The Twilight Zone (25 minuti) o i vecchi telefilm Alfred Hitchcock Presents avevano la durata giusta.

Invece, trovo i film di Shyamalan insopportabilmente stiracchiati. 90 minuti solo per dirci che quello era morto, o che quei mostri in realtà non sono mostri mi sembrano proprio tanti.

Nemo ha detto...

Ti rispondo per punti... :)

Primo punto di riflessione: sono d'accordo, ed e' un po' quello che avevo detto prima. Ad una seconda visone questi film perdono molto. Ora, anche qui una piccola distinzione: The Others lo posso riguardare (ad esempio) per la bravura della Kidman, Il Sesto Senso perche' la regia mi piace molto. Ma certamente la mia impostazione mentale sara' diversa. Sono pellicole dove appunto la meta e' piu' importante del viaggio.. e quindi...

Seconda riflessione: a me non dispiace Shyamalan, ma credo che i suoi film basati sulla rivelazione finale siano i peggiori. In genere e' vero che la sorpresa funziona di piu' sulle brevi distanze, ma anche qui ci possono essere delle eccezioni. The Others ad esempio si basa sul finale, ma l'idea di farci vedere la cosa dall'altro punto di vista, come se niente fosse, e' stata realizzata piuttosto bene. Altro esempio: il sapere che Luke e Leyla siano fratelli, ma anche chi sia il padre, non rovina la visione di Star Wars.
Vorrei stendere invece un velo pietoso su Codice Genesi...

Quindi alla fine, credo, bisogna fare una considerazione banale. Certamente un film basato sul colpo di scena (finale o no), non dovrebbe MAI scordarsi di tutto lo svolgimento.

Michele Medda ha detto...

Okay, ma... tutti d'accordo? Nessuno difende Shyamalan, che secondo Serra e Vigna è un genio, autore di film stupendi come Signs e Unbreakable?

Aggiungo che ho appena visto "E venne il giorno", e l'ho trovato piuttosto brutto. Non più brutto di Signs, però (una delle visioni più devastanti dell'ultimo decennio, per quanto mi riguarda).

gianluca ha detto...

Unbreakable mi è piaciuto molto, Signs l'ho trovato orribilmente noioso. Non riesce a creare l'atmosfera, e in quel tipo di film, l'atmosfera è tutto!

Comunque ricordo una battuta di Groucho (forse era di Sclavi, perchè ricordo era un numero vecchio) che diceva: "Ogni volta che vedo un film su Giovanna d'arco mi commuovo, spero sempre che alla fine lei si salvi!"

LOL

andrea ha detto...

io so poco niente di cinema, e l'unico film che hai citato che ho visto è unbreakable...
il trailer era bellissimo, andai al cinema a vederlo trepidante...
e il film mi ha fatto schifo. noioso, lento fino all'inverosimile, incocludente.
l'idea di base era buona, ma secondo me è stata sviluppata in maniera pessima.

Nemo ha detto...

Come ho detto prima non mi dispiace Shyamalan, anzi, direi che mi piace molto. La cosa che piu' adoro di lui e' il simbolismo, la sua capacita' di stupire e di creare "storie nelle storie", con sottotrame e significati sempre profondi ed avvincenti (anche il mio autore di fumetti preferito, certo Michele Medda, in genere scrive storie nelle storie... proprio per questo e' il mio preferito! ;) ). Certo i suoi film non sono esenti da difetti, ma apprezzo il suo approccio.
Ed allora vediamo come "Signs", che parla di alieni, in realtà parli di fede e di famiglia. Oppure "The Village" che narra di mostri in un antico villaggio per far riflettere sulle illusioni e sul risveglio da esse, e quindi sulla realta' e la libertà.
Poi c'è "Lady in the Water" (forse il mio preferito), che parla di un condominio e di una musa venuta dalla piscina, dove in realtà il condominio rappresenta l'essere umano, e la musa l'ispirazione che nasce dentro... e quindi si riflette sul trovare il proprio ruolo nella vita, seguendo appunto quell'ispirazione...
Devo dire che mi piace molto anche come regista, inteso proprio dal punto di vista tecnico (scelta delle inquadrature e via dicendo).
Quindi, pur con tutti i difetti riscontrabili, trovo il suo stile un po' piu' profondo, piu' denso di significati (almeno l'impostazione o il tentativo ci sono), diciamo che c'e' sempre un secondo livello di lettura.
Credo che questo sia oro, parlando di un regista "popolare" dei giorni nostri.

Per quanto riguarda "E Venne Il Giorno", ritengo la prima parte strepitosa, mentre la seconda cala un po'... ma c'e' un mio commento dettagliato (troppo lungo per riportarlo qui) sul forum di Nathan Never. Se puo' interessarti puoi dargli un'occhiata a questo link: http://nathannever.forumfree.it/?t=30743610

green travler ha detto...

Wow un vero botta e risposta da "cinofili". Devo dire che scrivere un incipit per un film è un arte. Come si fa a raccontare la trama di un film senza parlare del suo nucleo centrale? E sopratutto come si fa ad andare al cinema senza sapere di cosa parla il film?
Poi volevo dire al Sig. Medda che il lavoro di background svolto sul padre di Davide Donati (senza nulla togliere agli altri)lo trovo geniale. Raccontare il passato di un personaggio intrecciandolo con fatti realmente accaduti, per me lo rende vivo.

Michele Medda ha detto...

Rispondo a Nemo su The Village, ma per farlo devo rivelare il finale. Insomma, segue spoiler. Onde per cui, chi è interessato a vedere il film non legga questo commento.

Trovo The Village debole nella sorpresa, abbastanza "telefonata" da un certo punto in poi, ma soprattutto ipocrita se non letteralmente ignobile nel messaggio di fondo.

Il presupposto è che le famiglie di persone colpite dalla violenza si organizzano per isolare la violenza dalla loro comunità come un corpo estraneo. E già questo è debole: possibile che *tutti* questi familiari siano persone pacifiche che la pensano esattamente allo stesso modo? Nessuno di noi persone civili ha un "parente serpente"? Tutti santi in famiglia? Mah. Comunque, fin qui passi, licenza narrativa.

Ma quello che trovo inaccettabile è che la violenza è portata nella comunità dal ritardato mentale, dal "diverso". Eh, no, caro M. Night. Troppo comodo definire la violenza come un elemento accidentale, "esterno", frutto di una occasionale devianza determinata dal fato.

La violenza è dentro di noi, dentro *chiunque*, pronta a detonare se qualcosa o qualcuno fa scattare l'interruttore. A prescindere dal fatto che in famiglia ci sia stato un morto ammazzato oppure no.

Ma Shyamalan non lo ammette, o non lo vuole ammettere, e sceglie il concetto disneyano (nel senso peggiore) in base al quale si è buoni perché si è buoni.

Semplicemente agghiacciante.

Nemo ha detto...

Michele, la tua analisi la condivido. Ed infatti ho detto che i film di Shyamalan non sono esenti da difetti.
Per come l'ho percepito io, il tema centrale del film pero' non e' la violenza. Il tema centrale sono le illusioni, la percezione della verita' ed il risveglio (da qui anche l'utilizzo del simbolico colore giallo)... ed in questo senso il suo approccio mi e' piaciuto. Certo non lo trovo un capolavoro assoluto, ma c'e' del buono a mio avviso, o comunque c'e' un secondo livello di lettura sul quale ragionare... spesso assente nel 90% della produzione "popolare".

Luigi Spagnolo ha detto...

The Village è forse il preferito tra i film di Shymalan preferiti. credo che la cosa interessante del film sia l'uso di archetipi fiabeschi (una comunità fuori dal tempo, Cappuccetto Rosso che attraversa la foresta) per raccontare una cosa molto attuale: il controllo delle masse (anche se dichiaratamente in "buona fede") attraverso la Paura.

Luigi Spagnolo ha detto...

A Unbreakable sono legato per altri motivi: ho la stessa malattia dell'antagonista, mi piacciono i fumetti e ho una certa propensione per la malvagità :-D

Anonimo ha detto...

una curiosità.
Un tema portante di Caravan è la violenza nelle sue varie forme?
Demian 77

Michele Medda ha detto...

Demian 77: per me la violenza è un tema presente in Caravan, ma non lo definirei un tema "portante" della serie. Preferirei comunque che ti rispondessero gli altri lettori.

Per Luigi: mi spiace per i tuoi problemi di salute, auguroni di cuore per tutto.

Parlando di cose più amene, cioè di The Village... il tema del "controllo" non mi sembra il nucleo della vicenda, e non mi pare problematizzato (da quello che ricordo; potrei anche sbagliarmi), ma funzionale alla parte "meccanica" del plot.

Credo che per vedere cosa c'è alla base della riflessione di Shyamalan dobbiamo guardare il cosiddetto "incidente scatenante" che mette in moto la vicenda. Che è...

occhio, segue SPOILER...

la decisione collettiva di fuggire dalla violenza della civiltà odierna, di ricreare una comunità "edenica". Ribadisco però che per me Shyamalan "toppa", perché per come ci presenta le cose è come se nella visione biblica il Peccato fosse portato dal solo Serpente (il nemico "esterno"); mentre, com'è ovvio, il Male è insito nell'uomo (e nella donna :-). E' dentro di noi.

Anonimo ha detto...

La mio opinione sulla violenza nasceva dal fatto che in ogni singolo albo, nessuno escluso, ci sono stati episodi di questo tipo
Demian 77

magari è proprio la società americana ad essere violentissima.

Michele Medda ha detto...

Non credo che la società americana sia "geneticamente" più violenta della nostra, se non per un mero dato matematico, una questione di proporzioni (un maggior numero di armi da fuoco in giro, soprattutto).

Che in ogni albo di Caravan ci siano atti di violenza non è significativo per la definizione della serie, Demian.

Il punto è che non esiste narrazione senza conflitto, a meno che non facciamo una narrazione minimalista di atmosfere impalpabili e reminiscenze proustiane...

massic80 ha detto...

Io non sono cinefilo come voi, ma non sono neanche un odiatore di spoiler: cosa ci vuole, con gli occhietti, a scorrere qualche riga più giù?
Come sempre è solo una questione di stupidità umana. E proprio perché i newsgroup sono fatti da umani, non si può fare di ogni erba un fascio. Dovunque, online o no, si trovano dei cretini, e non si possono evitare decine di migliaia di newsgroup per il SOLO fatto che ci girano anche quegli animali. Basta saper scegliere fra gli NG "irrecuperabili" e quelli in cui ci si può fidare della gente, evitando le persone "inutili". Io al momento ne seguo due "tecnici" e uno "artistico", e mi trovo molto bene...
Per quanto riguarda fare "oooh", beh, io lo faccio su Caravan, asteroide o no, ma anche per le continue coltellate (metaforiche) che ci dai! :-D
E poi... non ho ancora letto il 12... ma davvero non c'è possibilità di seguito?
Per finire di tediarvi, visto che si parla di fumetti, dico uno spoiler che i marveliani non possono non sapere: Capitan America muore!

Francesco_Imp ha detto...

Come al solito, est modus in rebus... è un peccato rovinarsi la sorpresa, ma neanche si deve essere tanto fanatici come una ragazza che conosco che ha letto i libri di Harri Potter uno si e uno no, perchè di alcuni conosceva il finale, di altri no...

In ogni caso, per rispondere a una domanda, io rileggo ogni romanzo con la sorpresa finale, mi diverte molto rileggere alla luce delle rivelazioni finali tutta la vicenda, e come l'autore sia riuscito a dare indizi nascondendo l'ovvietà della soluzione.

massic80 ha detto...

è bello farlo anche con i fumetti Bonelli, Francesco :-)