mercoledì 10 giugno 2009

IN CAROVANA VERSO L'IGNOTO


Così La Repubblica di oggi, a pagina 37, intitola l'articolo che parla di Caravan, firmato da Luca Raffaelli. C'è anche una mini-intervista al sottoscritto e due tavole, rispettivamente di Roberto De Angelis e Stefano Raffaele.

Da oggi siamo "ufficialmente" in edicola. Lo scrivo tra virgolette perché in realtà, nei giorni scorsi, l'albo era stato già distribuito in alcune aree del centro Italia.

E da oggi siamo anche nel sito della Sergio Bonelli Editore. Se andate nella homepage vedrete che l'adolescente Davide Donati si è aggiunto alla schiera degli eroi bonelliani (è l'ultimo a destra). Cliccando sull'immagine di Davide avrete accesso alla pagina principale del mini-sito di Caravan, questa.

Il viaggio è cominciato.

PS: per non confondersi: la pagina 37 suddetta si riferisce all'edizione milanese di Repubblica. Mi dicono che la numerazione può variare nelle altre edizioni.

20 commenti:

Daniele Mocci ha detto...

Buon viaggio.
Carovana in marcia!

Anonimo ha detto...

I fumetti bonelli non mi piacciono. Una volta seguivo Dylan Dog, poi le storie sono diventate via va monotone, infantili ecc.
Non voglio fare polemica qui, del resto basta non comprarli e chiuso il discorso.

Quello che voglio dire è che Caravan mi è piaciuto. La storia è matura, lo stile narrativo tiene costantemente l'attenzione del lettore alta. La trama realistica e debitrice di un certo tipo di mystery, fantascienza e cinema catastrofico regge dall'inizio alla fine.

Ottimo lavoro, spero che si mantenga così per i 12 numeri, io di certo sento di consigliarne la lettura.

Vernè ha detto...

Preso e divorato...
Grandissimo lavoro di caratterizzazione dei personaggi. Alla fine dell'album possiamo ben dire di conoscerli già a fondo dal punto di vista caratteriale. Certamente la storia raccontata non ha nulla dal punto di vista spettacolare ma cattura proprio per la sua normalità. Basta comunque l'interruzione della sequenza del tiro del rigore per constatare la grande abilità di sceneggiatore di Michele. Tutti quanti sappiamo o crediamo di sapere che non segnerà, ma la brusca interruzione nel racconto mantiene vivo il dubbio. Ho anche apprezzato la verve ironica usata per americanizzare il cognome dei Donati e per la targa della Ferrari del patetico figlio del finanziatore. Insomma piccoli segnali che mi fanno apprezzare ancor di più lo script.
Disegni di De Angelis buoni, a volte pure ottimi.
Avanti tutta! ... ed aspettiamo già il prossimo numero...

Pagas ha detto...

Ha un ritmo particolare la storia, inizia sussurando per poi esplodere a metà albo, esplosione interrotta da una breve pausa (più o meno quando Donati è a letto con la Moglie) dopo di che inizia il viaggio...

Movimento sottolineato magistralmente anche da De Angelis, basta notare come le vignette si carichino di ombre nei momenti più drammatici del racconto, alternandosi col chiarore e la spazialità della parte iniziale (utile allo scopo di fissare un attimo che sta per essere sconvolto).

Il racconto è buona musica, ha il ritmo sincopato di una ballata rock, suggestioni e simboli si stratificano ampliando la trama narrativa, una componente che cattura l'interesse e ci spinge a continuare nella lettura.

le premesse sono ottime Complimenti!

Un saluto
Paolo

sraule ha detto...

hey, è piaciuto pure a me. mi è piaciuto così tanto che l'ho persino pubblicizzato sul mio blog. non so se ho fatto bene, perché i miei lettori sono dei noti antisociali, ma ormai l'ho fatto.

buona continuazione!

Anonimo ha detto...

Non vedo l'ora di leggerlo, ma mi sa che dovrò aspettare fino a sabato, quando andrò a ritirarlo in fumetteria.

Cortuska ha detto...

Ho appena terminato la lettura di questo primo numero e devo fare i complimenti a te e a tutto lo staff: è un fumetto bellissimo!
Il punto di forza è sicuramente la caratterizzazione dei personaggi e il realismo di cui le 94 pagine sono pervase: se non ci fosse il tuo nome, avrei pensato che l'albo fosse stato scritto da un americano.
I disegni di De Angelis sono stupendi (tranne i retini) e la copertina dal vivo è anche più bella! Spero solo che la costina non cambierà colore ogni volta.
Ancora complimenti vivissimi!

Vittorio

Manfredi ha detto...

bello. Bella la sceneggiatura, belle le caratterizzazioni dei personaggi, bella la coralità, belli i disegni, belle e inusuali le copertine.

RadioPunx ha detto...

Letto ieri notte.

Il primo numero della miniserie Bonelli su cui ripongo maggiori aspettative (lo so, non dovrei, di solito alla fine si resta delusi) mi ha lasciato dentro la voglia di sapere come saranno i prossimi numeri, di conoscere meglio i personaggi già apparsi e di vedere cosa combineranno i nuovi.

Complimenti davvero, per il ritmo, la qualità e la freschezza dei dialoghi e la cadenza perfetta degli stacchi.
E complimenti anche al grande DeAngelis.

CREPASCOLO ha detto...

Leggiamo che il signor Medda avrebbe elaborato l'idea frullando il concetto di una vecchia canzone del Boss.
Offriamo un'altra teoria: ricordiamo una vecchia pagina di Quino in cui alcuni personaggi su di un piano inclinato temevano e venivano travolti dalla frana del ceto medio ( pubblicata sul Mago della Mondadori ). Sappiamo che il creatore di Mafalda è molto apprezzato dal papà di Nathan Never e ci piace pensare che il ricordo - forse inconscio - di quelle tre vignette in campo lungo abbia portato alla mini-serie caravanica. Se nell'ultimo episodio sarà rivelato che i personaggi non scappano dall'armageddon, ma da una legione di ex proprietari di suv e spacciatori di titoli tossici, sapremo di aver colpito nel segno.

emo ha detto...

mi associo a tutti i commenti positivi fatti finora.
in bocca al lupo per il prosieguo!

marti.giorgio ha detto...

grande mic! il terrore di dover leggere l'ennesima serie innovativa tipo "magico barron", "dampyr mystere" o il "vampiro con la scure" è stato sventato!
non ci sono nemmeno personaggi "postali" (PT personaggio tenebroso; PPTT personaggio con passato triste e turbolento)!
tu sei giovane (anche)dentro, accompagna la gloriosa SBE nel secondo millennio!
grazie
giorgio

Luigi Serra ha detto...

Mi è piaciuto molto, ma non avevo dubbi. Ne parlo anche sul mio blog.
Bravo Michele.

ha detto...

E pure a me è piaciuto, mi associo a tutti i complimenti. :-)

MaxBrody ha detto...

Finalmente, Michele, hai potuto "sfogare" la tua vena americanizzante (forse anche troppo in un paio di punti)... nel complesso un prodotto di questo tipo ci voleva proprio, complimenti ;-)
E il soggetto di copertina ruoterà ogni mese, proprio quello che speravo (aggiungo gratuitamente nuovi complimenti a Mammucari, "dal vivo" la resa è ancora migliore)

af ha detto...

Un esordio promettente, sarò anch'io fra i lettori di questa nuova mini-serie. Il punto di forza per me è dato dalla "recitazione" dei personaggi, frutto di una sceneggiatura efficace, me anche di disegni davvero espressivi. Affascinante e, per così dire, didattico il modo in cui vari elementi, circostanze e coincidenze si combinano nella narrazione di questa storia corale.
Peccato che il poliziotto anziano scompaia dopo aver caricato la sua pistola, ma forse tornerà nel seguito...
Complimenti e buon lavoro.
Alessandro

Anonimo ha detto...

Complimenti Michele! Il numero 1 mi è piaciuto tantissimo. Per me la tua miniserie promette di essere la migliore edita da Bonelli. Non vedo l'ora di proseguire la lettura.
Bravi anche al copertinista e al disegnatore. Hanno fatto un lavoro stupendo. Continuate così!

Antonio

Kromo ha detto...

...per me il rigore non c'era!

Bramo ha detto...

Letto e gustato!
Questo primo numero mi è piaciuto, e molto anche. Certo, è solo un prologo praticamente, e quello che sembra essere il fulcro della mini ha uno spazio minimo, ma è giusto così. La narrazione che ha introdotto i personaggi e la città è stata una lettura piacevolissima, e che mi spinge a continuare la miniserie.
Complimentoni!
Ne parlo in una recensione più dettagliata sulla Tana del Sollazzo: http://www.elikrotupos.com/sollazzo/viewtopic.php?f=3&t=1700

luttazzi4ever ha detto...

Un migliore inizio non si poteva. Aspetto ansiosamente il secondo!