domenica 9 maggio 2010

TIME OF YOUR LIFE



Per me è questa la canzone che accompagna idealmente le ultime pagine di Caravan.

Good riddance
è stata scritta da Billie Joe Armstrong subito dopo essere stato lasciato da una ragazza. "Riddance" è difficilmente traducibile in italiano. "To get rid of" significa sbarazzarsi, qui nel senso di "lasciarsi tutto alle spalle" per andare avanti.

Letta alla luce dello spunto che l'ha generata, è una canzone dal tono amaro e sarcastico. Ma presa a sè, senza nulla sapere della sua origine, è una bellissima ballata sul tema dell'addio e su una nuova partenza, nella consapevolezza dell'imprevedibilità della vita.

BUONA SBARAZZATA (IL TUO MOMENTO)

Un'altra svolta,
una biforcazione sulla strada.

Il tempo ti afferra per un braccio,
e ti porta lui sulla strada da percorrere.

Così fa' del tuo meglio in questa prova
e non chiedere perché.

Non è una domanda,
ma una lezione che si impara con il tempo.

E' qualcosa di imprevedibile,
ma alla fine è giusto così,
spero che tu abbia vissuto in pieno il tuo momento.

Prendi le fotografie,
e insieme i momenti che vuoi ricordare,
e mettile sulla mensola
per rivederle nei momenti di gioia,

memorie come tatuaggi
torturano la carne,
per quello che vale,
comunque ne è sempre valsa la pena.

E' qualcosa di imprevedibile,
ma alla fine è giusto,
spero che tu abbia vissuto in pieno il tuo momento.

Green Day, Good Riddance (Time of Your Life)

13 commenti:

Vernè ha detto...

Felicissimo di aggiungere la dodicesima song alla mia playlist da una tua scelta.
Fremente, in attesa dell'ultimo numero... (sigh!).

RaSca ha detto...

"Mettere quella canzone sul nostro cd è stata probabilmente la cosa più punk che potessimo fare!".
Come dargli torto?

Vernè ha detto...

@RaSca Chi ha scritto quella frase?

alessandro longo ha detto...

Appena letto l'ultimo numero, davvero bellissimo. Da tempo non mi capitava di mettermi a riflettere sui significati di un albo dopo averlo finito. Politico-esistenzialista. J.P. Sartre e M.Foucault?

Michele Medda ha detto...

"Ma che politica, che cultura! Sono solo canzonette..." ;-)

andrea ha detto...

Complimenti per il finale. "Alternativo" e coraggioso come tutta la serie.

RaSca ha detto...

@Verné

La frase è del cantante, Billie Joe.

Pasquale ha detto...

ciao Michele. Non mi aspettavo che pubblicassi "Time of your life" dei Green Day, questa per me è una coincidenza alla Dylan Dog.:)
Ti spiegherò il perchè:
quest'ultimo anno per me è stato molto difficile, mentre in edicola usciva il primo numero di Caravan finiva, dopo anni, la storia d'amore più importante della mia vita.
Un mio caro amico diceva sempre che quando finisce una storia importante e quando perdi quella persona con cui hai condiviso miliardi di momenti insieme, ognuno di noi reagisce come se dovesse elaborare un grave lutto.
Non so se sia vero ma conosco perfettamente quale sia stata la mia "elaborazione" del dolore. Ma so che adesso le nuvole non ci sono più e fra un paio di mesi, finalmente riuscirò a laurearmi.
Grazie per avermi accompagnato, insieme ai Green Day, in questo lungo viaggio che mi ha portato fuori dai cancelli dell'Eden.

Michele Medda ha detto...

Auguri per tutto, Pasquale, grazie per avere viaggiato con la Carovana. Keep on rocking.

X ha detto...

Ciao Michele, finito l'ultimo numero ho avuto l'impressione che l'impatto drammatico della serie avrebbe potuto avere un'efficacia ancora più terribile se in America non fosse arrivato Obama a rovinare i piani ai repubblicani.

Complimenti comunque per l'impresa: siete riusciti a mantenere sostenuto il tono di Caravan per tutta la durata del suo sviluppo, fino
all'unico epilogo possibile, in grado di non smentire i 12 episodi che lo hanno preceduto.

Complimenti anche per questo blog e per l'impronta che hai deciso di dargli. Un'idea davvero ammirevole, che spero venga messa a frutto come esperienza da te per i tuoi futuri progetti e anche da altri tuoi colleghi.

Michele Medda ha detto...

Salve, X.

E' vero quello che dici. La serie è stata concepita con Bush presidente, e in effetti qualche battuta di dialogo è stata ritoccata proprio perché con Obama la situazione è cambiata (perché è cambiata, vero?).

Grazie di cuore anche per avere apprezzato il blog. Magari non sembra, ma è stato un lavoro impegnativo anche questo.

andrea ha detto...

Non vorrei fare il guastafeste di turno, ma a me sembra che con Obama sia cambiato poco o niente.
Il fatto che sia "di colore" non credo che significhi un granchè, dopotutto non lo sono anche Condoleeza Rice e Colin Powell?
Ai fatti, soprattutto per quel che riguarda la politica estera, non ha fatto niente che faccia sperare in un cambio di rotta, tutt'altro.
Poi, storicamente, la maggior parte delle guerre americane sono state iniziate dai democratici...

Michele Medda ha detto...

La storia personale di Obama non è quella di Bush, in ogni caso. La riforma sanitaria è un bel colpo. Per quanto riguarda la politica estera, è chiaro che Obama è impegnato a tessere un difficilissimo do ut des con i "falchi", soprattutto per l'Afghanistan. Che tradotto potrebbe essere, ipotizzo, "più truppe oggi, ma ritiro domani" (dubito molto che un ritiro totale e su due piedi sia praticabile, anche con tutta la buona volontà del mondo).

Poi, certamente, sarà la Storia a giudicare. Non avendo la sfera di cristallo, al momento di scrivere Caravan ho semplicemente preso atto delle grandi aspettative che l'elezione di Obama ha portato. Avevo anche scritto una scena in flashback, il racconto di una soldatessa che rievocava l'election day, poi l'ho tagliato per motivi di spazio.

Avviso, onde evitare un flusso di interventi pro-contro Obama, che la chiusura del blog è imminente. Per gli ultimi commenti vi prego di restare in topic.

Grazie a tutti, a presto per i saluti.