martedì 18 maggio 2010

DEDICA


One sunny morning we'll rise, I know,
and I'll meet you further on up the road.

In un mattino di sole ci alzeremo, lo so,
e vi ritroverò più avanti, sulla strada.


RINGRAZIAMENTI

È finita, e non c’è molto altro da dire. Mi piace l’idea che gli ultimi post di questo blog siano per segnalare l’inizio di un’altra serie a fumetti e un altro blog, come a sottolineare che per ogni viaggio che finisce un altro comincia.

Il blog resta on line, comunque. Spero che voi che avete seguito la Lincoln dei Donati fino alla fine non siate gli ultimi a leggere la serie. E il blog può costituire una sorta di Caravan companion per i lettori che verranno.

Ma prima dell’ultimo post, quello che “sigillerà” il blog, lasciatemi ringraziare chi di dovere.

Una serie a fumetti, anche la più personale, è frutto di un lavoro collettivo. Grazie quindi a tutti i disegnatori, le letteriste, i redattori, i grafici, i supervisori. E ovviamente grazie all’editore, che ha dato fiducia a una serie così particolare e insolita per la casa editrice.

Grazie per i preziosi consigli e l’incoraggiamento agli amici e ai colleghi, e alla mia prima stella a destra verso il mattino, mia moglie Lucia.

E infine, grazie a voi che che avete animato questo blog, ai lettori della pagina di Caravan su Facebook, e a tutti quelli che hanno seguito silenziosamente, mese dopo mese, il viaggio della carovana.

Arrivederci al prossimo viaggio.

lunedì 17 maggio 2010

LO SHOW FINISCE QUA




Lo show finisce qua
un altro istante e poi
l'ultimo faro spento
riaccende i sogni tuoi.

La favola è finita,
"c'era una volta", ed ora
resta la fantasia
che va con te.

Che va con te...

Che va con te...

giovedì 13 maggio 2010

AD UN TRATTO ECHEGGIO' UNO SPARO

Molti anni fa, quando ancora avevo tempo per leggere i soggetti che ci venivano proposti, mi capitò di leggere un soggetto per Nathan Never, scritto da una coppia di autori. Cominciai a leggerlo scetticamente - di proposte ce ne arrivavano a pacchi - e dopo poche righe mi trovai a divorarlo per vedere dove andava a parare. Finito, dissi ad Antonio Serra: "Ma sai che questi due sono proprio bravi?"

"Questi due" erano Stefano Piani e Alberto Ostini, e il soggetto sarebbe diventato un'ottima storia disegnata da Roberto De Angelis, dal titolo Bauhaus Killer.

In seguito, Piani e Ostini hanno scritto ancora, sia in coppia che singolarmente. Diversi come il giorno e la notte, e quindi perfettamente complementari.

Ora Stefano - autore di un numero impressionante di storie per Nathan Never, Legs e Nick Raider - si è lanciato nella blogosfera. "Ad un tratto echeggiò uno sparo" è il nome che ha dato al suo blog.

Ve lo consiglio, perché non è il solito blog fumettoso. Da diversi anni Stefano ha diradato i suoi impegni nel fumetto e lavora soprattutto per la tivù (Elisa di Rivombrosa, Il commissario Rex, Il mistero del lago). E nei suoi post getta uno sguardo trasversale - e intelligente - su entrambi i media.

mercoledì 12 maggio 2010

HIGHWAY TO HELL

Per una storia che si conclude sulla strada, un’altra sulla strada comincia. Una storia nera, che ha per protagonista il rapinatore Ray Cassidy. C’è di mezzo una rapina dove non tutto va come doveva andare, un patto col Diavolo nelle sembianze di un vecchio bluesman, l’America degli anni settanta. E forse la strada stavolta porta all’inferno.

Testi di Pasquale Ruju, già sceneggiatore per Dylan Dog e creatore di Demian, cover di Alessandro Poli, numero 1 disegnato da Maurizio Di Vincenzo. L’ultimo blues è solo la prima tappa del viaggio…

lunedì 10 maggio 2010

IPSE DIXIT 5

Cosa ci ha fregati? Il benessere. Acqua calda, frigoriferi, frullatori (...) Ci hanno messo la lavatrice, spostato le tante Auschwitz contemporanee dall'altra parte del mondo e alla fine, stringendo, ci hanno bloccato. Chi è che vuole fare la rivoluzione se ha la possibilità di farsi una doccia?

Ascanio Celestini, intervista su Il Fatto a cura di Malcolm Pagani

domenica 9 maggio 2010

TIME OF YOUR LIFE



Per me è questa la canzone che accompagna idealmente le ultime pagine di Caravan.

Good riddance
è stata scritta da Billie Joe Armstrong subito dopo essere stato lasciato da una ragazza. "Riddance" è difficilmente traducibile in italiano. "To get rid of" significa sbarazzarsi, qui nel senso di "lasciarsi tutto alle spalle" per andare avanti.

Letta alla luce dello spunto che l'ha generata, è una canzone dal tono amaro e sarcastico. Ma presa a sè, senza nulla sapere della sua origine, è una bellissima ballata sul tema dell'addio e su una nuova partenza, nella consapevolezza dell'imprevedibilità della vita.

BUONA SBARAZZATA (IL TUO MOMENTO)

Un'altra svolta,
una biforcazione sulla strada.

Il tempo ti afferra per un braccio,
e ti porta lui sulla strada da percorrere.

Così fa' del tuo meglio in questa prova
e non chiedere perché.

Non è una domanda,
ma una lezione che si impara con il tempo.

E' qualcosa di imprevedibile,
ma alla fine è giusto così,
spero che tu abbia vissuto in pieno il tuo momento.

Prendi le fotografie,
e insieme i momenti che vuoi ricordare,
e mettile sulla mensola
per rivederle nei momenti di gioia,

memorie come tatuaggi
torturano la carne,
per quello che vale,
comunque ne è sempre valsa la pena.

E' qualcosa di imprevedibile,
ma alla fine è giusto,
spero che tu abbia vissuto in pieno il tuo momento.

Green Day, Good Riddance (Time of Your Life)

venerdì 7 maggio 2010

I CANCELLI DELL'EDEN



All'alba il mio amore viene da me
e mi racconta dei suoi sogni,
senza neppure provare ad aprire un varco
nelle trincee della loro oscurità.

A volte penso che non esistano parole,
tranne queste, per dire ciò che è vero.

Ma non ci sono verità fuori dai cancelli dell’Eden.

Bob Dylan, Gates of Eden

mercoledì 5 maggio 2010

ENTREVISTA

Vuol dire "intervista" in portoghese, ed è l'intervista al sottoscritto a cura di José Carlos Francisco per il blog portoghese di Tex. Chiacchierata a trecentosessanta gradi su tutto, dagli esordi con Serra e Vigna fino a Caravan.

La versione italiana la trovate a questa pagina.

lunedì 3 maggio 2010

UNA RISATA VI SEPPELLIRA'

Riprendo dal blog di Tito Faraci:

Tanto per cominciare, bollare di insensatezza e mancanza di profondità un fumetto ci sembra bizzarro. Il fumetto è insensato per natura; e, se proprio vogliamo, la sua filosofia consiste nel riflettere il caos del mondo rifuggendo dal rigor di logica.

Alessandra Levantesi Kezich, recensendo il film Iron Man 2

Qua sotto, l'unico commento possibile.

domenica 2 maggio 2010